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Banca 2.0 - Tradizione contro innovazione

I nuovi modi di sfruttare i servizi bancari

Sergio Migotto

10 minutes read

Il mondo dei servizi digitali ha avuto uno sviluppo notevole negli ultimi 10 anni. Complice il progresso tecnologico, l’era dello smartphone e dei dispositivi indossabili, per non parlare delle prestazioni legate alla rete internet domestica e mobile. Di tutta la tecnologia derivata da queste evoluzioni, il settore bancario è quello che si è mosso più lentamente in senso generale, ed è rimato quasi immobile nel nostro Paese.

Il concetto di banca tradizionale si è protratto per molto tempo, con l’eccezione di qualche istituto, vuoi per una maggiore attenzione all’innovazione, vuoi per la matrice internazionale del gruppo bancario. Il risultato è che le filiali si sono ridotte di dimensione e numero, qualcuno dei dipendenti è stato riqualificato, altri sono rimasti a casa. Il concetto di tradizionale è rimasto radicato anche nella moneta e nelle forme di pagamento, mentre in molti Paesi esteri la moneta digitale è la norma, in Italia pagare con iPhone attira sgomento in buona parte degli esercenti. Inutile dire che non mi riferisco a Milano, o a città ad alto tasso di digitalizzazione.

Spezzo una lancia in difesa delle banche, nessuno mette in dubbio che la crisi finanziaria 2007-2008, sia costata parecchio al settore bancario e comprendo che se una realtà lotta per sopravvivere, la prima cosa che viene fatta saltare, spesso e a malincuore, è l’innovazione. Ecco però che sul finire del 2019, anche il mio istituto di credito ha iniziato a fornire ai propri clienti la possibilità di sostituire il vecchio “Bancomat” (espressione tanto cara a noi Italiani) con una moderna carta di debito, contactless e predisposta per Apple Pay e Google Pay. Di questa magica carta non devo comunque ringraziare il mio istituito, ma NEXI.

In ogni caso, grazie alla mia curiosità e non ad una notifica della banca, mi sono accorto di questo cambiamento ed immediatamente mi sono precipitato in filiale. Fine 2019, per accedere ad un servizio (Apple Pay) lanciato nel 2014, sbarcato in Italia nel 2017. In questo periodo di immobilismo da parte del mio istituto mi sono attrezzato con altri servizi, che forniscono carte di debito contactless e abilitate servizi Pay.

Ma se già mi ero attrezzato con altre carte, perché sono qui a lamentarmi della lentezza della mia banca? Perché stiamo sempre parlando di carte di debito ricaricabili, pratiche per gli acquisti su internet o da utilizzare in viaggio, ma scomode per la vita quotidiana. Avere una carta moderna, collegata al conto in cui viene accreditato lo stipendio, ha tutta un’altra ragione di utilizzo.

Chi sono e come operano le banche 2.0

Elencarle tutte sarebbe impossibile, ne esistono moltissime e ne nascono di nuove continuamente. Io ne conosco e ne utilizzo due, di queste quindi vi parlerò.

I punti in comune

N26 ed HYPE sono banche dirette, cioè realtà che riescono ad espletare tutte (o gran parte) delle loro funzioni senza l’ausilio di filiali, come avviene invece nelle banche tradizionali. HYPE è una carta conto, creata e gestita da Banca Sella, quindi è di origine nazionale, N26 invece è un istituto Tedesco. Entrambi i servizi si configurano mediante le app iOS e Android. Attraverso una procedura guidata, accompagnano l’utente nell’inserimento dei propri dati, nella selezione della tipologia di conto (esiste sempre una versione gratuita ed una a pagamento) e nell’upload dei propri documenti insieme ad un selfie di sè stessi.

Completata la procedura iniziale, non bisogna far altro che attendere. Le banche eseguiranno una serie di verifiche su di noi e sui nostri dati, come una qualsiasi banca, ed entro pochi giorni vi comunicheranno l’effettiva apertura del conto e l’invio della Mastercard al vostro domicilio. Non sempre dovrete aspettare giorni, nel mio caso sono state sufficienti un paio d’ore prima di ricevere l’e-mail di conferma che tutto era in ordine.

Apple Pay e Google Pay

Questa per me è una funzionalità importante, personalmente utilizzo Apple Pay ma Google Pay funziona sostanzialmente nello stesso modo, dipende ovviamente dal dispositivo che avete. Quando la vostra carta ed istituto, vengono supportati da queste piattaforme potrete pagare utilizzando i vostri telefoni, come se fossero delle carte contactless.

Attraverso i sistemi di riconoscimento biometrico, Face ID e Touch ID, non avrete nemmeno la necessità di inserire il codice PIN della carta. Appoggiate semplicemente il telefono al POS come se fosse la vostra carta e a quel punto il pagamento viene autorizzato. Perché la ritengo un funzionalità fondamentale? Perché se utilizzata, Apple Pay non comunica al POS i dati della vostra carta reale, ma si inserisce nel mezzo per garantirvi sicurezza. Il POS è stato manomesso per clonare le carte? Non c’è problema, clonerà una carta che non potrà utilizzare in alcun modo.

Dividiamo la cena?

Serata tra amici, pizzeria, chiacchiere e divertimento. Conto alla romana? E poi c’è quello che ha solo 50€, quello che non ha moneta, quello che ha il portafoglio in macchina, a chi non è mai capitato? HYPE come N26, come molti altri, dispongono di servizi di pagamento tra titolari della stessa carta, immediati. Ognuno lo chiama a modo proprio, MoneyBeam, Invia Denaro e così via, la funzionalità è identica. Si seleziona il contatto dalla lista, si inserisce l’importo e si preme invia. In una frazione di secondo il denaro e passa dal nostro conto a quello del nostro amico. Semplice, veloce, gratuito.

Limitazioni dei conti gratuiti

Il motivo principale per cui le persone si rivolgono a queste banche, oltre ad essere smart, è la possibilità di avere un conto completamente gratuito, spese di gestione 0,00€. Chiaramente la gratuità del servizio comporta delle limitazioni, siano esse di funzionalità (bonifici ricorrenti, F24…) o di massimali. Nel caso di HYPE per esempio non potrete caricare sulla vostra carta-conto più di 2500€/annui. Ogni banca ha le sue politiche, vien da sé che non esiste una banca migliore in senso assoluto, esiste quella che meglio si sposa con le vostre esigenze.

Perchè uso più carte?

Perché ogni carta che ho nel portafoglio risponde ad un’esigenza diversa. Se per la vita quotidiana la carta del mio istituto di credito è la preferita, in fin dei conti è lì che ho la parte più consistente dei miei fondi, HYPE diventa una fedele compagna per il mondo degli acquisti online o per il pagamento in posti di cui non nutro completa fiducia. Una carta ricaricabile, che anche nella peggiore delle ipotesi, non contiene mai più di qualche centinaio di Euro. Ed N26?

N26 è la carta che non mi serviva, ma che un viaggio all’estero ha reso indispensabile. Praticamente tutte le carte di debito rilasciate da istituti europei, funzionano nell’Unione a costo zero, prelievi e pagamenti come se fossimo a casa, ma quando si lascia l’Unione e quindi la moneta unica, la storia cambia.

In questa situazione, la quasi totalità delle carte hanno delle commissioni per ogni transazione eseguita e questo, credetemi, si trasforma facilmente in decine o centinaia di € spesi per nulla. N26 risolve questo problema, garantendo ai propri utenti 0,00€ di spese in commissioni. Quando pagherete in valuta straniera, per esempio la Sterlina, verrà effettuata una transazione il cui valore corrisponde solamente al tasso di conversione tra le due monete.

Invitate i vostri amici

Consigliate ai vostri amici di iscriversi al servizio che avete sottoscritto e sarete ricompensati. Qui ogni banca ha le sue politiche e modalità, la sostanza è sempre la stessa, invitate i vostri amici e fornite loro il vostro codice promo, per ogni amico che si iscrive effettivamente avrete un buono regalo, o una certa cifra in omaggio da parte dell’istituto. N26 per esempio vi accredita 15€, per ogni amico che si sia registrato ed abbia speso almeno 15€ con la sua carta. HYPE, di tanto in tanto cambia modalità, in questo momento vi rilascia un buono Amazon da 50€ ogni 5 amici registrati.

Lo so, sembra davvero una proposta allettante e dagli ampi margini di guadagno. Il problema è che sembra e basta. Se riuscirete nell’ardua impresa di far capire i vantaggi ai vostri amici e far loro sottoscrivere il servizio, beh vi garantisco che il piccolo riconoscimento che vi danno, in fin dei conti, è molto più piccolo di quanto vi sia sembrato nel momento in cui lo avete letto. In ogni caso è qualcosa, quindi vi suggerisco di provare a vincere la diffidenza della gente.

FAQ

D: Se il conto è gratuito, da dove guadagna l’istituto che eroga il servizio?

R: Dalle commissioni sui pagamenti del circuito Mastercard. Ogni pagamento che voi andrete ad effettuare attraverso la carta, comprende delle commissioni a carico dell’esercente, quindi che non pagate voi, non in forma diretta almeno. Più utilizzate la carta, più entrate generate per l’istituto, ecco perché hanno tutto l’interesse a mettervi in mano una loro carta, gratuitamente.

D: Ho aperto il mio conto N26, ma l’IBAN che mi hanno affidato corrisponde ad un conto tedesco (DE…), ci sono problemi per questo?

R: No, non c’è alcun problema, come cittadini europei potete avere un conto corrente registrato in qualunque Paese dell’unione, senza necessità di dichiarare nulla allo Stato Italiano. L’unica condizione è che la giacenza media non superi i 5000€/anno. Difficile come cosa, per due ragioni, intanto si parla di giacenza media e soprattutto sono cifre difficili da raggiungere senza accreditare direttamente lo stipendio.

D: Tutte le carte supportano Apple Pay e Google Pay?

R: No, non tutte le carte supportano entrambi i sistemi, dipende dall’istituto l’aderire o meno a queste piattaforme. Per esperienza personale, HYPE ed N26 funzionano entrambe con Apple Pay.

D: Possiedo una carta-conto, posso accreditare lo stipendio?

R: Si, ma generalmente non nei piani gratuiti. Anche in questo caso dipende dalle politiche dell’istituto che eroga la carta, per esempio con HYPE è possibile, ma nella sua versione PLUS e con un limite di 50.000€/anno.

D: Come si ricaricano le carte?

R: Tutte supportano i bonifici, la soluzione più semplice è spostare la cifra che vi interessa dal vostro conto principale alla vostra carta-conto. In alcuni casi si può fare un trasferimento attraverso altre carte, ed in altri casi si può caricare con i contanti. Anche qui dipende, ogni istituto aderisce ad alcune modalità piuttosto che altre.

D: Posso usare la mia carta-conto per gli addebiti diretti in conto corrente?

R: Si, ma generalmente non nei piani gratuiti. Chi lo propone lo aggiunge solitamente nelle versioni PLUS, che hanno comunque canoni ridicoli rispetto alle banche convenzionali, spesso si parla di 1€/mese. Gli addebiti ricorrenti in conto non hanno poi spese aggiuntive oltre al canone mensile.

D: Pensi di abbandonare completamente la banca tradizionale in favore di una banca 2.0?

R: In questo momento, no. Seppur con grande lentezza la mia banca è arrivata quasi completamente al passo con i tempi, ed ho un canone mensile di 1€. Passando ad una banca evoluta potrei limare altri costi (commissioni di bonifico, spese di accredito ricorrente) che riconosco mi danno fastidio, ma uso anche molto poco. Di contro perderei la possibilità di avere una filiale in zona ed un contatto umano in caso di bisogno. Per il momento quindi, il mio conto principale resterà in una banca tradizionale, che non è completamente 2.0, ma almeno siamo arrivati ad un buon 1.5.

Conclusioni

A chi servono questi servizi? Di fatto servono a tutti e a nessuno ma una carta di questo tipo, secondo me, fa sempre comodo. Vuoi per pagare senza usare la carta principale, vuoi per avere un servizio di riserva, vuoi per dividere la cena. In fin dei conti sono servizi gratuiti, si gestiscono con il telefono e si aprono da casa in 10 minuti.

Questo non è un contenuto sponsorizzato. Prima di sottoscrivere qualunque servizio, leggete bene termini e condizioni. Le informazioni contenute in questo articolo sono valide e limitate al momento della sua pubblicazione. Le considerazioni ivi contenute si basano sulla mia esperienza personale.

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