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Ducati Multistrada 950

Ci siamo, mi sento pronto a raccontarvi qualcosa di lei.

Sergio Migotto

7 minutes read

Sono passati 10.000km da quando in garage, ha trovato posto la Multistrada 950. Nel mezzo tante uscite domenicali in compagnia e 5 meravigliosi giorni a spasso tra Austria, Svizzera, Liechtenstein e Germania.

L’anello di congiunzione

Questo rappresenta la 950, in Ducati sono stati molto intelligenti a puntare su questo modello, richiesto dalla clientela e confezionato con grande furbizia a Borgo Panigale. Dico furbizia perché sulla ciclistica della sorella maggiore hanno inserito un motore estremamente concreto e divertente - ma umano - mescolando, ribaltando e intersecando i punti di forza del modello standard e della versione Enduro. Ecco la “sorellina”, che tanto -ina non è.

Nell’ultimo anno poi, il colpo di genio della versione “S”, che attinge tutta la parte elettronica dalla 1260: comandi retro-illuminati, cruise control, cambio elettronico e chiaramente, sospensioni elettroniche. A scanso di equivoci lo dico subito, se oggi dovessi scegliere tra una 1260 base e una 950 S, io dico 950 S.

Cosa mi piace

Come accennato poco fa, il primo punto a favore di questa moto è la forma, combina il meglio della linea Multistrada in un solo prodotto. La sezione che apprezzo maggiormente è la coda, filante e rastremata nasconde i fissaggi per le borse laterali, rimossa la borsa resta solo il terzo punto di appoggio sulla pedana del passeggero, linea pulita occhio felice. Sul resto del comparto estetico non mi pronuncio, che mi piaccia è ovvio ma i gusti soggettivi sono e rimangono tali.

La seduta è ampia e comoda, sia per il pilota che per il passeggero. Le pedane, derivate dalla versione Enduro, sono rivestite in gomma rimovibile. La posizione in sella è perfetta, ci si ritrova calati dentro la moto e non sopra come avviene in molti altri modelli.

La ciclistica è molto buona, svelta, stabile e divertente, agevolata anche dal cerchio da 19” all’anteriore. Le sospensioni sono interamente regolabili ed esce di fabbrica piuttosto morbida, ideale per privilegiare il confort e l’assorbimento delle asperità. Il mio consiglio è di chiudere leggermente i registri, per avere un po’ più di sostegno nel momento in cui si alza l’andatura; non credo abbia senso rendere una moto del genere rigida come una supersportiva, ma un po’ di sostegno in più rispetto alla taratura di fabbrica è consigliato.

Le gomme di primo equipaggiamento sono le Pirelli Scorpion Trail II, gomme meravigliose nel feeling e nella durata, infaticabili nel misto e stabili sul bagnato. Dal mio punto di vista assolutamente promosse, tanto che credo di montarne un secondo treno identico quando verrà il momento.

Molto buona anche la protezione dall’aria, il parabrezza si può estendere e abbassare anche in movimento con una sola mano, perfettamente coperte sono anche le gambe, grazie alla forma del serbatoio. I paramani - che integrano le frecce - sono ideali nelle mezze stagioni ma altamente consigliati diventano i guanti estivi nei periodi caldi.

Il motore, punto forte di questa moto, è davvero divertente e sempre pronto a far godere il suo utilizzatore. La spinta inizia presto, già dai 3000 giri è bello regolare e costante nell’erogazione; quando si gira la manopola del gas, il suono di aspirazione entra prepotente nel casco, la velocità cresce rapidamente e l’allungo è impressionante. In base alla mappature sa essere più o meno morbido e con un on-off più o meno accentuato, chiaro comunque che se seleziono la mappa Sport, significa che quella prontezza e rigidezza la sto cercando e me l’aspetto. Più di qualcuno definisce questo motore con l’aggettivo: pronto. Ecco dopo tutta questa strada io non mi sento di definirlo in questo modo, è sicuramente pronto ma direi più arrabbiato/sofistico.

Capiamoci, non è quell’arrabbiato nel senso dell’essere scorbutico o difficile da guidare, questo assolutamente no, è arrabbiato perché lui vuole girare, vuole correre, vuole ritmo, non vuole gironzolare a 60km/h e fa di tutto per farvelo capire, vi sta solo chiedendo di sfruttare le sue caratteristiche. Che carattere questo Testastretta. Lui c’è, voi ci siete?

Il reparto elettronico è qui presente in tutto il suo splendore, quattro riding mode (Sport - Touring - Urban - Enduro) completamente personalizzabili dagli otto livelli di controllo trazione, ai tre di ABS e risposta motore. Maggiori informazioni le trovate seguendo questo link. L’unica cosa che posso dire è che l’elettronica è precisa ed ampiamente regolabile sui propri gusti, le quattro mappe cambiano effettivamente il carattere della moto.

Cosa mi piace meno

Ora, sarà perché quando si compra una cosa si fatica a trovarne dei difetti, ma cerchiamo di restare obiettivi. Checché se ne dica la moto produce delle vibrazioni, nella posizione del pilota e con abbigliamento tecnico non danno mai fastidio ne provocano intorpidimenti (cosa che avveniva con la Guzzi tanto per dire), non sono percettibili su pedane o manubrio, questa Ducati pulsa in mezzo alle gambe.

Discorso diverso per il passeggero, io non sono mai salito dietro, ma appoggiando la mano sulla sella posteriore in corsa la quantità di vibrazioni è notevole, i passeggeri la notano e dopo alcune ore trovano la cosa particolarmente fastidiosa. Se queste vibrazioni sono tante, sono poche, si sentono o non si sentono non spetta a me giudicarlo, ognuno ha una sua sensibilità a questo fenomeno, il mio limite sono gli intorpidimenti, se questi avvengono allora si c’è un reale problema di vibrazioni.

Piccola nota margine, mentre questa recensione era in corso d’opera, ho avuto l’occasione di guidare per diversi km una GS 1200, se confrontiamo il Multistrada a questa moto allora si, vi garantisco che le vibrazioni del Ducati sono decisamente presenti e percettibili.

Un’altro difettuccio è il rivestimento in gomma della pedalina del cambio, a detta di Ducati il fatto che si consumi molto velocemente è del tutto normale, è progettato per rovinarsi lui invece di rovinare la scarpa. In effetti dopo la “sbeccartura” iniziale - e con iniziale intendo ben all’interno dei primi 1000km - il consumo si è arrestato, indice che in un certo qual senso si è regolato sul mio stivale. Ringrazio Ducati che pensa alle mie calzature, ma personalmente preferisco vedere la pedalina perfetta piuttosto che avere lo stivale intonso.

Da trattare con cura è anche il grande quadro strumenti, si riga con estrema facilità e ovviamente non c’è modo di rimediare al danno. Grazie all’esperienza fatta da altri ho immediatamente provveduto ad installare una pellicola in vetro temperato come fosse uno smartphone, di per sé non è un difetto probabilmente, ma sicuramente è una cosa da considerare.

Conclusioni

Per quanto mi riguarda non potevo essere più soddisfatto dell’acquisto, la moto nel suo insieme è assolutamente splendida e la versione “S”, probabilmente, è la ciliegina su una torta già molto golosa. Cura, prezzo, potenza e ciclistica; con la 950 avrete a disposizione tutto quello che potete desiderare per viaggiare e soprattutto divertirvi.

Qualcuno potrebbe soffrire il fatto di non avere i 160 cavalli della 1260 e lo capisco, a chi non farebbero gola? Il punto è che potreste anche comprare una Panigale o una Steetfighter (chissà un giorno, i sogni sono sempre gratis no?) ma possiamo concordare che oltre alle capacità del pilota, alle gomme che montate o ai cavalli che avete (oltre ai rischi che accettate), il vero limite della strada, è la strada. Qui, come in una qualsiasi moto con una potenza nell’ordine dei 100cv, abbiamo tutto quello che serve, senza dover ricorrere alle magie dell’elettronica ogni volta che si spalanca il gas. Poi è chiaro, tutti amiamo i giocattoli molto potenti.

*Nota finale per un argomento sempre molto dibattuto nei commenti sulle moto, il calore emanato. Siamo sicuramente all’interno del campo della sopportabilità, la moto scalda come tutte le Euro 4 ma solo in una manciata di occasioni ho sentito veramente caldo salire dal motore, unito alla necessità di allargare le gambe per intercettare un po’ di aria fresca.*

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