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Recensione: Mac Pro Late 2013

Nel 2020 ha ancora senso acquistare questo Mac lanciato nell'ormai lontano 2013? Io credo di si, e per dimostrarvelo, l'ho comprato.

Sergio Migotto

8 minutes read

Ventuno parole e qualcuno avrà già storto il naso, nell’informatica 7 anni sono tanti, racchiudono cambiamenti e passi in avanti così netti, che è difficile non vedere i segni del tempo nelle macchine più datate. Non voglio dire che per i Mac Pro la cosa sia diversa, certo parlando di workstation gli anni pesano diversamente rispetto ad un PC entry-level. Per i più dubbiosi vi basti sapere che i numeri che riesce a tirare fuori questa macchina sono ancora interessanti, superiori a quello che può fare un iMac 27” 5k del 2017.

Trascendere dai numeri

In ogni caso non ho cercato e comprato questa macchina per i suoi numeri. Non sarà un computer dedicato alla produttività e non mi permetterà di ammortizzare il suo costo nel tempo, se non in una piccola parte. Quindi per quale motivo l’ho acquistata? Per quello che rappresenta ai miei occhi e a quelli della storia.

Il Mac Pro 2013 è stato un flop per Apple, accolto con grande entusiasmo per la forma a cilindro, le dimensioni compatte, i componenti non comuni e la difficoltà nell’aggiornarli, hanno trasformato questo prodotto bellissimo in un passo indietro notevole, rispetto alla generazione precedente. Passato alla storia come il “trash can”: il cestino. Qualcuno si è spinto oltre, definendolo un fallimento colossale. Eppure una cosa oggi, a distanza di 7 anni, rende tutti questi problemi e giudizi irrilevanti. Il Mac Pro 2013 incarna lo spirito, le idee, il carattere e la persona di Steve Jobs. È stato l’ultimo prodotto Apple ad osare così tanto, rompere gli schemi, adottare soluzioni folli solo per rispettare i limiti imposti dal design. Ad oggi non esiste nel catalogo Apple un prodotto tanto audace, erede morale del NextCube e del PowerMac G4 Cube, non vedremo più un Mac così.

Le foto non rendono l’idea di quanto sia incredibilmente piccolo rispetto alla generazione precedete di workstation, appena portato a casa la prima cosa che ho voluto fare è stato metterlo di fianco al nonno, il PowerMac G5, la vista è impressionante. Quello che si faceva stare in un grande case di alluminio, dal modesto peso di 22kg, nel 2013 Apple lo aveva infilato in un cilindro da 5kg. In un cilindro.

Mi rendo conto che dal punto di vista del cliente, il passo indietro e le scomodità intrinseche in questo design siano infinite, se paragonate al punto di partenza. Soprattutto per il cliente al quale il Mac Pro si rivolgeva. Però, se guardo questo prodotto da persona che ama il design e la matita di Jony Ive, prendere atto di quanto sia la bellezza estetica a comandare sulla razionalità mi strappa un grande sorriso; è vero che le cose dovrebbero essere prima di tutto funzionali ma insomma, l’avete mai vista da vicino questa macchina?

Atto di fede

Comprare una computer del 2013, significa anche fare i conti con la vera croce dell’informatica moderna, gli aggiornamenti software. Da diverso tempo, Apple ha intrapreso la strada di rilasciare una nuova versione del sistema operativo ogni anno. In linea generale ha sempre portato avanti il supporto anche dei Mac più vecchi, almeno fino a che le nuove funzionalità del sistema non includevano precisi requisiti hardware che ovviamente le vecchie generazioni non erano in grado di soddisfare. Ora, se consideriamo che il Mac Pro nasce nel 2013, ci troviamo di fronte ad una macchina presente sul mercato da molto tempo, che normalmente giudicherei a fine vita. Essere a fine non vuol dire che il computer implode, ma non poter aggiornare il software, lentamente ed inesorabilmente lo trascina nel campo dell’inusabilità pratica. I software di terze parti e di Apple stessa, richiedono una versione minima del sistema operativo per funzionare, se a quella versione minima non riesci ad arrivare i software moderni non puoi utilizzare.

Siamo però difronte ad una singolarità nel mondo Apple, un computer rimasto a catalogo e regolarmente venduto fino a dicembre 2019, ben sei anni di permanenza. Questa singolarità rende impossibile fare delle supposizioni basandosi sul passato, è possibile che abbandonino una macchina uscita dal catalogo solo nel 2019? È possibile ovviamente, Apple ha però dichiarato che nell’arco di due anni, avremo una linea completa di prodotti spinti dai nuovi processori Apple Silicon basati su ARM, il che posiziona non solo questo computer ma tutto il catalogo attuale sulla via del tramonto. Quanta longevità hanno previsto a Cupertino per le macchine odierne? Difficile dirlo, la transizione precedente PowerPC-Intel può fornirci qualche dato, erano altri tempi certo, ma a questo punto non sarebbe logico dedurre che questo Mac Pro possa morire insieme a tutti i suoi fratelli Intel nel momento in cui MacOS non sarà più disponibile per i suddetti processori? Avrebbe senso scaricarlo prima?

Avrebbe senso ovviamente ma l’atto di fede è proprio questo, non posso sapere se ho ragione o torto, l’unica crepa che intravedo nel mio ragionamento potrebbe essere la mancanza del chip T2, ormai installato in tutti i Mac e che svolge non poche funzioni a dire il vero. Questo chip è diventato importante anche per un servizio di terze parti come Netflix, se la cosa dovesse estendersi a macchia d’olio o Apple volesse rendere ancora più centrale questa componente, sarebbe un buon motivo per scaricare le vecchie macchine. Quindi liberarsi di tutti i modelli antecedenti al 2018, e a quel punto cosa fare? Lasciare il supporto solo a questi ultimi modelli per qualche anno ancora?

Continuo a pensare, che per Apple sarebbe più comodo tagliare completamente il supporto alle macchine Intel in blocco, piuttosto che portare avanti per molto tempo due linee di prodotto diverse. In fin dei conti è quello che è stato fatto con i PowerPC. Arriverà uno Snow Leopard moderno, un sistema che taglierà il supporto con il passato eliminando il codice delle macchine x86. Fine di un era, spazio al futuro.

Potevi comprare un PC

Potevo, ma non l’ho fatto. Anche se per poco. A dirla tutta trovo sempre un po’ banale prendere il prezzo di un Mac, andare su Amazon e fare la lista della spesa dei componenti per costruire un PC impiegando la stessa somma. È un bellissimo esercizio di stile, totalmente inutile.

“A computer is like air conditioning – it becomes useless when you open Windows.” Linus Torvalds

Delicato Linus, come sempre ma una parte di verità l’ha detta. Certo probabilmente faceva riferimento a Linux, in ogni caso comprare un PC, che avrei pagato meno, mi avrebbe costretto ad abbandonare software Apple che conosco ed utilizzo da anni, per abbracciare soluzioni a me sconosciute, ha davvero senso fare questo sacrificio per risparmiare 200 euro? Il tempo, tanto gratuito non è.

Infine presumo o perlomeno per me è così, che chi acquista un prodotto Apple cerchi qualcosa in più del semplice ammasso di componenti. Questo non significa che un gruppo ha torto e l’altro ragione, dico solo che ognuno si approccia ad un acquisto valutando, soppesando e considerando punti differenti.

Acquisto consigliato? Dipende.

Se siete arrivati fino a qui avrete sicuramente capito che il mio acquisto è più emozionale che razionale. La macchina ha ancora oggi una sua validità ed un suo valore - fermo restando che alcune offerte in rete sono folli - di certo, penso che questa macchina non dovrebbe essere acquistata da chi intende inserirla in produzione, esistono soluzioni più moderne, performanti ed economiche.

Chi invece intende farne un utilizzo - comunque intensivo ma - hobbistico dovrebbe considerare questo computer, per bellezza, storicità, particolarità e valore emozionale. La decisione di Apple, passare ad un architettura ancora differente, ha dato un nuovo senso al Mac Pro 2013, per i motivi citati prima, questa macchina ha ancora un senso ma il Mac Pro non è per tutti, non lo era nel 2013 e non lo è oggi, seppur per ragioni diverse resta una macchina destinata a pochi utenti. Sei tu quell’utente?

Consigli per l’acquisto (lettura opzionale)

Nel caso in cui vogliate acquistare anche voi un Mac Pro vi lascio alcuni consigli basati sulla mia esperienza personale:

  • Non abbiate fretta. Banale direte voi, ma non scontato in questi casi, io ho cercato la macchina giusta per quasi 4 mesi. E ho escluso dal conto le ricerche fatti negli anni passati. Ho scritto a molti, fatto proposte e ricevuto rifiuti, alla fine ho trovato di meglio e ho speso 400€ in meno di quello che mi avevano chiesto. Non abbiate fretta.
  • Ebay e subito.it sono i vostri migliori amici. Trovare una macchina del genere nuova oggi è praticamente impossibile, e in ogni caso il prezzo sarebbe fuori mercato. L’usato è una buona soluzione, forse l’unica.
  • Il prezzo deve essere corretto. Banale anche questo vero? Il fatto è che nel corso del tempo ho trovato macchine basiche proposte a cifre esorbitanti. Chiedere una cifra è lecito, pensare di portare a casa 2000€ è utopia.
  • Non siate timidi. Chi vende queste macchine sa bene cosa sta proponendo e soprattutto a chi possano interessare questi modelli di computer, trattate sul prezzo, se non c’è margine lasciate perdere, troverete altro.
  • Cercate, se possibile, un modello recente. Questa generazione di Mac Pro ha sofferto di un problema alle schede video, se possibile recuperate una macchina che non sia coincidente con le prime serie di produzione.
  • Considerate che farete fatica ad aggiornare le componenti. RAM e SSD non sono un problema, potrete metterci mano anche se non siete degli smanettoni. Il processore invece è un bel grattacapo, difficilmente avrete gli strumenti e le competenze per fare da soli, quindi trovate una macchina che sia già bilanciata per le vostre esigenze, per lo meno sul fronte CPU.
  • Dovete avere la scatola. È cruciale ai fini di conservazione futura di questo gioiellino e la scatola è parte integrante dell’esperienza Apple.

Avete trovato il vostro candidato ideale ma non sapete se il prezzo è ragionevole? Scrivetemi, ci confrontiamo insieme!

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