Ciao, io sono Sergio.

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Sergio Migotto

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Ascolto moltissima musica ma raramente sento il desiderio di parlarne, in fin dei conti non sono certo un esperto e inoltre, trovo sempre più complicato scovare nuovi album che in qualche modo rispecchino il mio gusto musicale. L’ultimo testo sull’argomento lo avevo scritto nel 2013, parlava di RAM dei Daft Punk, un album meraviglioso che mi ha conquistato a tal punto che ne possiedo una copia digitale, una in CD-ROM e perfino il vinile.

In questi giorni gli AC/DC hanno rilasciato la loro ultima fatica in studio, il primo album dopo Rock or Bust del 2014 e soprattutto, il primo album dopo la morte di Malcolm Young, storico membro fondatore e chitarra ritmica del gruppo, oltre che fratello di Angus. Power Up è dedicato proprio a Malcolm, ma vediamo insieme alcune sensazioni che quest’ultimo album mi ha lasciato.

Si, sono sempre loro

Questa è la prima sensazione, e nasce a non più di 20 secondi dall’inizio dell’album. C’è il loro sound, i loro riff di chitarre, i loro cori, il loro giro di batteria. Non c’è niente in quest’album che non trasudi di AC/DC da ogni dettaglio sonoro. Sono sempre loro e questo per alcuni può essere un grande “pro” e per altri un enorme “contro”. Ora, pensare di trovare qualcosa di diverso in una band che con questo è al suo diciassettesimo album in studio, mi sembra un po’ folle, gli AC/DC sono questo, lo sono da oltre 40 anni e lo saranno finché avranno voglia di fare musica e poi, vivranno per sempre nella storia. Cosa che per altro fanno già.

Anch’io, come molti altri ho avuto la sensazione nel corso del tempo, che in fin dei conti ripropongano sempre la solita musica, quante volte abbiamo sentito frasi come: “ascoltata una canzone le hai ascoltate tutte”. Ed è probabilmente vero. Però quest’album, inserito in questo periodo storico e sviluppato attorno a 12 brani così esplosivi, insomma, non potevamo chiedere di meglio.

Il disco è godibilissimo, dalla prima all’ultima traccia, il singolo “Shot in the dark” è veramente forte ed ispirato, mi piace molto anche la traccia di apertura “Realize” e “Demon Fire”, infine gran uscita con “Code Red”. Questi probabilmente sono i picchi dell’album, ma è davvero un lavoro da ascoltare e godere per intero.

Compratelo

Questa è la seconda sensazione, oltre al consiglio che mi sento di darvi, compratelo e ascoltatelo. Non voglio dire che possa essere il loro ultimo album, lo avevo pensato anche con Rock or Bust e mi hanno sorpreso, ma se Power Up dovesse rivelarsi la conclusione della carriera degli AC/DC, auguro ad ogni band di lasciare un ultimo album così impregnato della loro anima e del loro modo di fare musica. Quindi mettetelo in bacheca, non si sa mai.

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