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Comprare una reflex nel 2021?

L'hai fatto. Brutto figlio di puttana. - Ian Malcolm, Jurassic Park

Sergio Migotto

7 minutes read

Ebbene si, dopo un 2020 passato in casa Fujifilm sono tornato in Nikon, non pentito, non deluso e assolutamente non a cuor leggero. Tuttavia l’avvicinarsi di qualche possibile evento estivo, la pandemia che non mi ha permesso di provare l’X-H1 come volevo e un vecchio amore a buon mercato, mi ha convinto a tornare nel mondo Reflex.

Due parole su Fujifilm

Come dicevo prima non sono tornato in Nikon a cuor leggero, Fujifilm è una delle realtà più interessanti sul mercato e a mio avviso, la miglior APS-C che possiate comprare. Qualità dei corpi macchina, approccio fotografico, resa dei sensori X-Trans, simulazioni pellicola, pastosità della grana, insomma non so trovare un difetto reale a queste macchine. Quindi perché lascio questo mondo? Non di certo per problemi oggettivi, le mie motivazioni sono profondamente soggettive, lo dico per chiarezza.

Dunque, la prima ragione riguarda l’ergonomia, è vero che i corpi macchina sono eccezionali per costruzione, funzionalità e robustezza, ma sono anche corpi tendenzialmente più compatti della controparte reflex e io ho le mani davvero grandi. Nonostante il corpo della X-H1 sia tra i più grandi, o forse il più grande in casa Fujifilm, senza Vertical Grip non è così comodo da usare, sempre relativamente alle mie mani, è chiaro. Certo però che se installo il grip, perdo la compattezza e in pratica ho gli stessi ingombri di una reflex.

La seconda ragione riguarda il mirino, ha delle funzionalità veramente molto utili come l’istogramma live o la pre-visualizzazione dello scatto, però non è un mirino ottico. Intendiamoci i vantaggi ci sono, la fluidità è ottima, la risoluzione incredibile e si vede dove una reflex non potrebbe mai mostrare nulla (in piena notte, tanto per capirci), tuttavia guardare attraverso un mirino ottico la trovo ancora un’esperienza più appagante di questi comodi e pratici, mirini digitali.

La terza ragione riguarda le ottiche, Fujifilm solo recentemente ha aperto le specifiche della sua baionetta a produttori terzi come Sigma e Tamron, in sostanza se oggi si desidera comprare ottiche per le macchine della serie X, bisogna rivolgersi solo ed esclusivamente a Fujifilm. A scanso di equivoci lo dico chiaramente, il parco ottiche offerto è assolutamente completo e di elevata qualità, certo la mancanza di concorrenza non sempre porta a prezzi concorrenziali; i migliori obiettivi Fujifilm, nelle focali più importanti e interessanti costano quando i concorrenti per sistemi Full Frame con la differenza che qui parliamo di APS-C. Quando mi si è presentata la necessità di acquistare un equivalente 24-70 f2.8 e mi sono trovato davanti ad un preventivo di spesa di 800€, per un prodotto usato, sinceramente non sono riuscito a giustificarlo, fermo restando la qualità assoluta dell’ottica.

Queste sono le tre ragioni principali per cui sono tornato sui mei passi, è chiaro che per tre punti così, ne esistono almeno sei che invece riguardano i vantaggi offerti da questi sistemi, la portabilità per esempio non ha eguali, pesi e ingombri sono generalmente molto più contenuti della controparte Reflex Full Frame. A questo si aggiungono tutte le caratteristiche citate in apertura, eventi esclusi, nella mia personale opinione non userei altre macchine all’infuori di queste.

Probabilmente esiste infine una quarta e ultima ragione che spiega ancora meglio queste mie sensazioni: non ho avuto la possibilità di testare la macchina in ambienti tipicamente stressanti come matrimoni e battesimi. Il pensiero, tutto mio, che potessi incontrare difficoltà operative rispetto alle reflex Nikon cui sono abituato, è stato sicuramente un elemento di disturbo importante nel momento in cui si è trattato di cogliere un’opportunità differente. Dico un pensiero tutto mio, perché conosco professionisti che utilizzano macchine Fujifilm in questi ambienti, e lo fanno con estrema soddisfazione. Ciononostante non ho mai sentito la connessione completa uomo-macchina come con le Nikon, quel livello di fiducia per cui il mezzo diventa un’estensione naturale della tua mano e quindi, del tuo occhio.

Reflex nel 2021

Insomma si, nel 2021 ho acquistato una Reflex uscita di produzione nel 2014 e battente bandiera Nipponica, stiamo parlando di sua Maestà, la Nikon D4. Trovata su eBay (sempre lui ❤️) ad un prezzo davvero contenuto e presso un negozio fotografico di Torino. La macchina si presenta come nuova, infatti ha solo 65.000 scatti. Ripeto 65.000 scatti per una macchina di questo calibro.

La cara vecchia ammiraglia di Nikon sforna ancora oggi dei file pazzeschi - ho scattato in una chiesa a 6400 ISO, non ha battuto ciglio e non ho dovuto praticamente toccare i RAW - non parliamo poi di ergonomia, velocità operativa, autonomia e uno dei migliori mirini ottici ancora oggi disponibili sul mercato. Sono tornato a casa, l’ho fatto con una macchina che mi aveva rapito fin dalla sua presentazione e l’ho fatto, spendendo 15 di quello che costava in origine, potrei essere più felice?

Oltre che per realizzare un vecchio desiderio, ho comprato questa ex-ammiraglia anche perché credo davvero che sia un momento ottimo per comprare una Reflex, il mercato le sta abbandonando, i produttori le stanno abbandonando, il loro destino probabilmente è segnato e un sacco di persone si stanno liberando dei vecchi corredi per far posto ai nuovi sistemi Mirrorless. Cosa significa tutto questo? Significa prodotti di qualità assoluta a prezzi decisamente molto più bassi di qualche anno fa. Il che, rapportato ovviamente al mondo del foto-amatore, significa poter acquistare dell’ottimo materiale senza svenarsi. Cosa intendo fare quindi? Ampliare a dismisura il corredo Reflex? Direi di no, seguitemi.

La D4 è una macchina stupenda, che regala gioia in fase di scatto e stupore quando ci si mette a visionare i file davanti al monitor, tuttavia è una macchina “da evento”, in cui gli scatti si monetizzano, in cui ci si sposta con zaini da molti kg sulla spalle. Non è una macchina per fare le foto di famiglia, non è pratica da caricare in moto, non è leggera da portare in passeggiata sui monti e in definitiva, è anche un grande spreco usarla per fare questo genere di attività. È una macchina carro-armato, affidabile, con un’autonomia che le mirrorless non possono raggiungere se non con 3 batterie ausiliarie, non teme le intemperie e se vuoi usarla per piantare i picchetti della tenda, non richiede un martello. È eccezionale ma non può essere eccezionale in ogni ambito, è una macchina dedicata ai professionisti e risponde alle loro esigenze e ha comunque i suoi difetti, come ogni oggetto realizzato dall’uomo.

Intendo quindi usare la D4 come corpo principale per rispondere ad eventi specifici e intendo delegare gli altri generi fotografici ad una macchina diversa, più compatta, iconica, portatile e imperfetta ma altrettanto qualitativa. A quale macchina sto pensando? Facciamo che ve lo dico la prossima volta.

Conclusioni

Il settore fotografico ha visto un importante sviluppo tecnologico negli ultimi 10 anni, tuttavia le vecchie ammiraglie rimangono tali solo ad un prezzo decisamente più abbordabile per noi persone normali, o forse sarebbe meglio dire per noi foto-amatori. La bontà di certi sensori, di certi prodotti, non sente il peso del tempo e se non scattate ad ISO impossibili o non stampate le vostre fotografie grandi come cartelloni pubblicitari, forse sarebbe bene ricominciare a valutare un prodotto rispetto alle nostre reali esigenze, alle nostre capacità, piuttosto che con le regole che i team del Marketing ci mettono in testa. Dai, torneremo a parlarne, nel frattempo posso dirvi che ho fatto un passo indietro mentre tanti altri lo stanno facendo in avanti, confermo che i sogni talvolta diventano realtà, e che Fuji ha comunque un posto nel mio cuoricino.

Grazie X-H1, ben arrivata D4.

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